Топ-100
Indietro

ⓘ Compromesso storico




Compromesso storico
                                     

ⓘ Compromesso storico

Compromesso storico è il nome con cui si indica in Italia la tendenza al riavvicinamento tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano osservata negli anni settanta. Questa politica in ogni caso non portò mai il Partito Comunista a partecipare al governo in una grande coalizione ai sensi del cosiddetto consociativismo.

                                     

1. Storia

La scelta di Berlinguer, fondamentalmente legata alla politica di eurocomunismo, era un esempio di politica reale che non riscontrò i favori dellarea di sinistra del suo partito.

Lappoggio al compromesso trovò una sponda nellarea di sinistra della DC che aveva come riferimento il presidente del partito Aldo Moro e il segretario Benigno Zaccagnini, ma non ebbe mai lavallo dallala destra della DC, rappresentata da Giulio Andreotti. Lo stesso Andreotti in unintervista dichiarò: "secondo me, il compromesso storico è il frutto di una profonda confusione ideologica, culturale, programmatica, storica. E, allatto pratico, risulterebbe la somma di due guai: il clericalismo e il collettivismo comunista." Un compromesso minimo si raggiunse mediante lappoggio esterno assicurato dal PCI al governo monocolore DC di Solidarietà Nazionale, costituito da Giulio Andreotti nel 1976.

Lincontro comunque problematico fra PCI e DC spingerà lestrema sinistra a boicottare il PCI e porterà i terroristi delle Brigate Rosse a rapire e in seguito a uccidere Aldo Moro proprio nel giorno del primo dibattito sulla fiducia al nuovo governo Andreotti IV 16 marzo 1978. Caduto questultimo governo per il ritiro del PCI, e senza il prezioso aiuto di Moro, la DC archiviò definitivamente la linea della terza fase col XIV congresso del febbraio 1980, quando prevarrà con il 57.7% lalleanza tra dorotei, fanfaniani, Proposta e Forze nuove che approvò il cosiddetto "preambolo" al documento finale che escludeva alleanze con il PCI. Lopposizione, composta dallarea Zaccagnini e dagli andreottiani, ottenne il 42.3%.

Berlinguer e il PCI tenteranno ancora di riproporre il compromesso storico alla nuova DC di Flaminio Piccoli, ma vanamente. Del resto, la resistenza interna al partito Comunista sarebbe rimasta notevole.

Con quella che Macaluso definisce la seconda svolta di Salerno, il 28 novembre 1980, Berlinguer annunciò dopo otto anni di voler abbandonare la linea del compromesso storico per abbracciare quella dell "alternativa democratica". Ciò significa che lobiettivo diventava quello di ricercare governi di solidarietà nazionale che escludessero la DC.

                                     

2. Motivazioni

La proposta dal neo-segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer alla Democrazia Cristiana per una collaborazione di governo doveva interrompere così la cosiddetta conventio ad excludendum del secondo partito italiano dal governo.

In tal modo, si affermava di voler anche mettere al riparo la democrazia italiana da pericoli di involuzione autoritaria e dalla strategia della tensione che insanguinava il paese dal 1969. Berlinguer al contempo sottolineava nei suoi interventi pubblici lindipendenza dei comunisti italiani dallUnione Sovietica e il desiderio di rendere il suo partito una forza della società occidentale.

Il compromesso storico venne proposto da Enrico Berlinguer con un saggio "Riflessioni sullItalia dopo i fatti del Cile" pubblicato in tre articoli sulla rivista Rinascita a commento del Golpe cileno del 1973, che aveva portato le forze reazionarie in collaborazione con gli Stati Uniti a rovesciare il governo del socialista Salvador Allende 11 settembre 1973:

  • Rinascita n° 38 del 28 settembre 1973: "Imperialismo e coesistenza alla luce dei fatti cileni - Necessaria una riflessione attenta sul quadro mondiale" ;
  • Rinascita n° 40 del 12 ottobre 1973: "Alleanze sociali e schieramenti politici - Riflessioni sullItalia dopo i fatti del Cile".
  • Rinascita n° 39 del 5 ottobre 1973: "Via democratica e violenza reazionaria - Riflessione sullItalia dopo i fatti del Cile" ;

La politica del compromesso storico fu vista negativamente dal Partito Socialista Italiano e da diversi suoi esponenti, in particolare Bettino Craxi e Riccardo Lombardi, che vedevano in questo disegno un chiaro tentativo di marginalizzare il PSI e di allontanare definitivamente lidea di unalternativa di sinistra che portasse il PCI al governo, ma con la guida dei socialisti.