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ⓘ Alfredo Catalani




Alfredo Catalani
                                     

ⓘ Alfredo Catalani

Apparteneva a una nota famiglia di musicisti ed era figlio di un maestro di musica allievo di Giovanni Pacini, dal quale ebbe i primi insegnamenti. La madre, invece, era direttrice di un collegio.

Iniziò a studiare nella sua città natale, presso lIstituto Musicale Pacini oggi Boccherini, avendo tra i docenti Fortunato Magi zio di Giacomo Puccini, poi a Parigi, con François-Emmanuel-Joseph Bazin, e infine al Conservatorio di Milano, con Antonio Bazzini. Proprio a Milano, terminati gli studi, Catalani si mise in vista presentando un breve lavoro eccentrico e vigoroso intitolato La falce, egloga araba per due voci e coro su libretto di Arrigo Boito. Ne fu entusiasta, in particolare, il critico Filippo Filippi. Poco tempo dopo, il pittore Tranquillo Cremona, ispirato da un incontro casuale fra Catalani e Lisetta Cagnoli cognata di Tranquillo Cremona nel suo studio, ritrasse entrambi in un dipinto tardoromantico conosciuto come LEdera. Il quadro rappresenta la fine di un amore, ma finirà col diventare il simbolo della morte prematura del musicista, occorsa per un aggravamento della tisi allora incurabile di cui soffriva.

Dopo il felice esordio de La falce 1875, Catalani che nel frattempo si era stabilito a Milano si mosse in una cornice vicina alla scapigliatura milanese e agli artisti più progressisti, tenendo conto, oltre che della lezione di Richard Wagner, del rinnovamento sinfonico e del dramma lirico francese. Ma da questo impegno scaturirono solo alcune opere, considerate unanimemente secondarie dalla critica: la mal riuscita Elda 1880, rappresentata in una versione modificata di Carlo Pedrotti la partitura originale non è mai stata eseguita, Dejanice 1883 ed Edmea 1886. Dejanice fu tuttavia lodata dal giovane Giacomo Puccini. Tra Dejanice ed Edmea si colloca loriginale esperimento di Ero e Leandro, poema sinfonico ispirato al modello lisztiano, eseguito nel 1885. Catalani, intanto, si avvicinava sempre più a certe atmosfere nordiche, dalle quali scaturì la sua opera successiva: Loreley rifacimento di Elda, composta nel 1886/87.

Nellaprile del 1888 dopo una faticosa disputa ottenne la cattedra di composizione presso il Conservatorio di Milano, mentre nel maggio del medesimo anno avvenne la fusione tra leditrice Lucca fino a quel momento detentrice dei diritti di Catalani e leditore Giulio Ricordi, che perciò diventerà il possessore delle opere catalaniane.

Nel 1889 si fidanzò ufficialmente con una cugina di parte materna, Luisa Picconi, con la quale però, dopo pochi mesi, arrivò ad una dolorosa rottura. In questo periodo, fra laltro, iniziò a comporre quella che sarà la sua ultima opera: La Wally.

Nel febbraio del 1890 si recò a Torino per la prima di Loreley, che ottenne un buon successo.

Nel 1891 venne ultimata la stesura de La Wally, che sarà rappresentata alla Scala di Milano il 20 gennaio dellanno successivo con buon esito. Questopera testimonia palesemente un nuovo stile, apre la via a Giacomo Puccini e rimane fondamentale nellevoluzione dellopera lirica italiana. Gustav Mahler, che la diresse ad Amburgo nel 1893, la considerava "la migliore opera italiana". Nel 1892, dopo la prima scaligera, La Wally venne splendidamente ripetuta nel mese di settembre al Teatro del Giglio di Lucca, con la direzione di Arturo Toscanini, grande estimatore di Catalani. Nello stesso anno, il musicista lucchese ottenne due buoni successi anche al Teatro Carlo Felice di Genova: in febbraio con Loreley, e in autunno, quando venne nuovamente presentata La Wally. Successivamente, cominciò a pensare a un nuovo lavoro Nella selva, che però, a causa della morte prematura, resterà allo stato di abbozzo.

Nellestate del 1893, Catalani, prostrato dallormai cronica tisi di cui erano già morti sia la sorella che il fratello, decise - come dabitudine - di andare in montagna per ristabilirsi. Partì quindi per la Svizzera, ma a Chiasso durante il viaggio venne colpito da una violenta emottisi che lo costrinse a rientrare a Milano. Il 7 agosto 1893, dopo alcuni giorni di agonia, Alfredo Catalani, a soli 39 anni, moriva dopo una vita drammatica e tormentata. Due giorni dopo, venne provvisoriamente sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano.

Soltanto il 16 marzo 1894, di fronte alle autorità cittadine, la salma verrà definitivamente traslata nella natia Lucca, presso il famedio del cimitero monumentale di SantAnna. Sarà solo a partire dal 1905 che Arturo Toscanini imporrà la ripresa delle sue opere. Catalani, quindi, riacquisterà fama nel corso del Novecento, almeno fino agli anni Settanta.

Nel 1954 a Lucca, sul Baluardo di San Paolino, è stato eretto un monumento alla memoria del grande compositore realizzato dallo scultore Francesco Petroni.

                                     

1. Stile e critica - Opere

Catalani fu musicista raffinato e dotato di squisita ispirazione, specie nei toni della mestizia e del languore. Le sue opere compensano con tali doti una certa debolezza di architettura drammatica.

Negli anni Ottanta dello scorso secolo, il Teatro del Giglio di Lucca mise in scena una serie di opere di Catalani, alcune delle quali rarissime nei cartelloni La Falce, Dejanice ed Edmea. Nei medesimi anni lAssociazione Musicale Lucchese, in collaborazione con lOrchestra Lirico Sinfonica dello stesso Teatro del Giglio, riprese la Messa in mi minore per soli, coro e orchestra. Tuttavia lostracismo alla Scala di Claudio Abbado e il successivo disinteresse di Riccardo Muti, hanno fatto sì che oggi, in Italia, il compositore sia quasi dimenticato. Viceversa, dopo la rappresentazione de La Wally a Bregenz, nel 1991, Catalani è divenuto nel centro-Europa, nei paesi nordici e nei paesi slavi, un autore di normale repertorio. In anni recenti, sempre per iniziativa dellAssociazione Musicale Lucchese, sono stati eseguiti e registrati i Venti brani per pianoforte. Tra il 2017 e il 2018 il Teatro del Giglio di Lucca, insieme a quelli di Piacenza, Modena e Reggio Emilia, ha allestito una nuova produzione de La Wally, facendo riscoprire questopera al pubblico; erano ben 25 anni che la creazione più famosa di Catalani non veniva rappresentata nel teatro lucchese.

Nonostante lapprezzamento del pubblico, la critica ufficiale è sempre stata poco benevola verso Catalani, al quale è stato spesso rimproverato di essere troppo "wagneriano" e quindi poco italiano. Non è certo un caso, del resto, che due opere come Cavalleria rusticana e Pagliacci si siano affermate in modo più deciso rispetto alle coeve Loreley e La Wally. Giuseppe Verdi non provava entusiasmo per le opere di Catalani definì La Wally "opera tedesca, priva di cuore e ispirazione", ma nonostante ciò ordinò - dopo la morte del compositore - un busto da mettere nella casa di SantAgata.

                                     

1.1. Stile e critica - Opere Musica sinfonica

  • Il mattino, sinfonia romantica 1874
  • La notte, sinfonia romantica 1874
  • Ero e Leandro, poema sinfonico Teatro alla Scala di Milano, 9 maggio 1885
  • Sinfonia a piena orchestra 1872
                                     

1.2. Stile e critica - Opere Musica corale

  • Exstase! - La primavera, per coro 1886/1887
  • Messa in mi minore per soli, coro e orchestra 1872
                                     

1.3. Stile e critica - Opere Musica da camera

  • Quattordici liriche per canto e pianoforte dal 1870 al 1893
  • Quartetto in la maggiore per archi 1873
  • A sera, per quartetto darchi 1890, poi confluito nellopera La Wally
  • Serenatella, per quartetto darchi 1889
                                     

2. Istituzioni

  • II 17 agosto 2014 è stata inaugurata a Colognora di Pescaglia, allinterno del Museo Nazionale del Castagno, la Sala "Alfredo Catalani", primo museo al mondo dedicato al maestro lucchese, contenente oltre 30 lettere facenti parte della corrispondenza tra Catalani ed il Maestro Ugo Bassani, più altri cimeli.